↓ Out of the Comfort Zone, Milano
2019

Tecnica →
Spray e quarzite su parete

L’opera prende vita durante il mese di agosto 2019 proprio all’ingresso del parco di Villa Litta ad Affori, piccolo gioiello nascosto nel quartiere milanese, su commissione privata. Il murale, che copre per intero il primo piano dell’edificio, mostra un volto d’uomo che fronteggia il suo “alter ego” arboreo. A completare l’opera un riferimento al mondo animale (un uccello) e uno al mondo spirituale, con il simbolo Om, il più sacro mantra induista, seminascosto nel volto “vegetale”. L’uomo esce dal suo abituale modo di vivere (l’area “di conforto” del nome dell’opera) e si confronta con la propria parte naturale e spirituale. All’interno dell’opera, che si presta a più livelli d’interpretazione, si può cogliere un link a temi di attualità come il cambiamento climatico e la sostenibilità dei nostri consumi. La natura assume sembianze umane per creare immedesimazione: l’uomo tende ad affezionarsi maggiormente a ciò che sente simile a sé, e darle questo volto significa sentirla più vicina nei suoi bisogni, nei suoi dolori e nella sua dignità. Viene ripreso il concetto espresso dal “mito della caverna” di Platone secondo il quale l’uomo scambia per realtà anche quella che ne è soltanto una proiezione, utile in questo caso a rafforzare il messaggio.

↓ E. Donadoni, Sarnico
2018

Tecnica →
Spray acrilico su cemento

L’intervento eseguito nel mese di settembre in collaborazione con Stefano ‘Steph’ Pedruzzi sulla facciata dell’edificio scolastico nasce dalla volontà di conferire una nuova immagine all’edificio ed al tempo stesso trasmettere un messaggio sfruttando il ruolo sociale del luogo. I richiami al lago ed alle sue acque sono inevitabili: elemento caratterizzante e vera e propria fortuna dal punto di vista turistico per il paese, fornisce un’immagine fortemente evocativa e carica di significati. Le due pareti sono state affrontate singolarmente dagli artisti, dando vita ad un dittico suddiviso fra i due linguaggi espressivi del lettering e dell’illustrazione, che si richiamano l’un l’altro grazie alla scelta cromatica. La scena raffigurata vede a bordo di un tipico naet un ragazzino che, con un sorriso genuino ed ingenuo, tende la mano ad un pesce che fa capolino dall’acqua. Il gesto vuole rappresentare la grande apertura mentale che ci si aspetta dalle nuove generazioni, che possano fare da ponte oltre le diversità, le differenze, che possano capovolgere e reinventare le consuetudini. Alle spalle del giovane, un anziano anch’esso sorridente rappresenta le tradizioni, il passato e la sua eredità, importante per poter affrontare il futuro. L’airone costituisce un altro richiamo al lago e alla sua fauna. Alle spalle del piccolo gruppo, enormi pagine di un libro sostituiscono le vele di un’imbarcazione, ad indicare come la conoscenza e la cultura siano determinanti per poter trovare una propria direzione, una via da percorrere: gli artisti hanno ritenuto che il ruolo della scuola e dell’educazione dovessero comparire all’interno di una decorazione posta in quel determinato luogo.

E.-Donadoni,-Sarnico-(BG),-2018

↓ Anfiteatro, Casorezzo
2017

Tecnica →
Spray acrilico su cemento

Intervento decorativo realizzato per conto del comune di Casorezzo (MI) al fine di riqualificare un edificio adibito ad ospitare attività culturali e ricreative (eventi, concerti, feste). I soggetti richiamano, in chiave ironica e moderna, la vicenda di San Giorgio e il drago la cui simbologia è legata alla storia della città.

↓ Chiesa di San Francesco, Treviglio
2016 – 2018

Tecnica →

Spray e quarzite su parete

 

Nel 2018 si rinnovano le coraggiose intenzioni della Chiesa di San Francesco a Treviglio. La prima scommessa, già sperimentata con successo un paio d’anni fa per volere di Padre Eugenio Minori, fu quella di coniugare un’iconografia sacra tradizionale con una tecnica quanto mai contemporanea e controversa, lo spray. I soggetti raffigurati da Alessandro ‘Etsom’ Conti sulla facciata della chiesa del quartiere ovest conservano tratti classici consoni all’ambiente, ma acquisiscono la freschezza, espressività e dinamismo propri della street art. La seconda, importante commissione affidata al giovane artista bergamasco si propone non solo di riqualificare una parete laterale della struttura, ma di trasmettere un forte messaggio. La scena raffigurata è infatti quella dell’incontro storicamente avvenuto all’epoca della quinta crociata tra S. Francesco e Saladino. I due uomini si abbracciano: è l’incontro pacifico di due religioni, di due culture, ma soprattutto di due esseri umani. La composizione ed i colori mantengono l’impostazione dell’opera originale citata, mentre alle fisionomie viene conferita nuova vita, un significativo gioco di sguardi ed un’attualità che rafforza gli intenti dell’opera. Nel clima di intolleranza e tensione degli ultimi anni, questa scelta coraggiosa e da ammirare è una voce fuori dal coro che ci ricorda di essere umani

20181009_150547
San-Francesco-e-Saladino,-Treviglio-(BG),-2018

↓ Pan, Bergamo
2018

Tecnica →
Spray acrilico su cemento

L’opera, dipinta in centro a Bergamo in corrispondenza di un passaggio a livello, nasce dalla volontà dei proprietari della facciata di esprimere un messaggio che faccia riflettere sulla tematica dell’inquinamento. A causa dell’incrocio con la linea ferroviaria, le vie della zona si ritrovano ogni giorno occupate da veicoli in attesa con il motore acceso, con le naturali conseguenze. Forte è il contrasto con un parco nelle immediate circostanze, che appare, assieme all’immobile in questione posto esattamente sull’incrocio, soffocato dai fumi e dai rumori delle auto. Il soggetto raffigurato, che dai passanti è stato riconosciuto come un moderno Pan, vuole rappresentare la personificazione del verde e dell’ambiente che lotta per farsi largo tra le polveri e l’inquinamento lanciando un messaggio di protesta e di speranza al contempo.

Pan,-Bergamo-(BG)-2018
Pan,-Bergamo-(BG)-2018
Laterale

↓ G. Falcone, Cassina de’ Pecchi
2016

Tecnica →
Spray acrilico su cemento

Intervento decorativo sulla facciata frontale della scuola media ‘G. Falcone’ realizzato in occasione delle ricorrenza della strage di Capaci e reso possibile grazie al Progetto Restart. L’effettiva realizzazione dell’opera è stata preceduta da conferenze sulla tematica dell’antimafia e da un confronto diretto con gli alunni che hanno partecipato attivamente alla preparazione dell’opera. La figura del giudice risulta evanescente, dai bordi sfumati come un ricordo, composto da centinaia di macchie di colore. Queste, ammirate da una certa distanza delineano l’espressione docile e gentile che anima il volto di Falcone, ritratto con lo sguardo con cui gli studenti hanno scelto di ricordarlo. La parte figurativa sulla destra bilancia la composizione calligrafica sulla sinistra realizzata da Francesco ‘Piger’ Muti, all’interno della quale è possibile leggere le parole scelte dai ragazzi partecipanti, che secondo loro meglio avrebbero potuto descrivere Giovanni Falcone ed il suo operato.

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Alessandro Conti

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